Faiella, Segretario Anaao Assomed Marche: “Calano le assunzioni a tempo indeterminato. Attendiamo i dati sull’applicazione del Decreto Calabria nelle Marche dal governo regionale”.
ANCONA – Cresce, seppur lievemente, il numero dei medici ospedalieri in servizio nelle Marche, ma resta forte la pressione determinata dalle uscite dal Servizio sanitario pubblico. È quanto emerge dalla “Radiografia della sanità pubblica 2015-2025”, lo studio del Centro Studi Anaao Assomed che analizza nell’arco di un decennio assunzioni, pensionamenti e dimissioni dei dirigenti medici. Nelle Marche i medici in servizio sono passati dai 2.958 del 2015 ai 3.014 del 2024, un dato accompagnato da un ringiovanimento dell’organico: l’età media è scesa di 2,1 anni tra le donne, da 49,3 a 47,2 anni, e di 3 anni tra gli uomini, da 54,3 a 51,3 anni.
Il dato che desta maggiore attenzione riguarda però le dimissioni volontarie. Nel 2015 erano 33, pari all’1,1% dei medici in servizio; nel 2019 hanno raggiunto il 6,6%, con 197 uscite, e nel 2025 sono state 139, quasi il doppio dei pensionamenti, fermi a 76. Un fenomeno che segnala la crescente difficoltà del Servizio sanitario pubblico a trattenere i professionisti. Sul fronte delle assunzioni, quelle a tempo indeterminato si sono ridotte di più della metà mentre sono cresciute quelle a tempo determinato e ciò crea instabilità negli organici. Nel dettaglio le assunzioni a tempo indeterminato sono passate dalle 130 del 2015 al picco di 527 nel 2021, per scendere a 198 nel 2025. Le assunzioni a tempo determinato, dopo il massimo di 381 nel 2018, sono state 200 nel 2024.
“I numeri delle Marche ci dicono che il problema non è soltanto quanti medici entrano nel sistema, ma soprattutto quanti decidono di restarci” – commenta Fabiana Faiella, Segretario di Anaao Assomed Marche, il principale sindacato di medici e dirigenti sanitari. “Il fatto che nel 2025 le dimissioni volontarie siano quasi il doppio dei pensionamenti deve interrogare seriamente la politica regionale ed indurre ad ascoltare con maggiore attenzione le proposte dei medici per frenare questa deriva che penalizza soprattutto i pazienti”. “Dietro questi numeri – insiste la dott.ssa Faiella – ci sono professionisti che chiedono condizioni di lavoro sostenibili, sicurezza, riconoscimento economico e professionale e maggiore equilibrio tra tempi di vita e di lavoro”.
“L’applicazione del Decreto Calabria a livello nazionale – insiste – ci dice che quasi 10.000 medici sono entrati nel SSN dal 2019, fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato; sarebbe utile avere dalla Regione i dati relativi all’applicazione del Decreto Calabria nelle Marche per renderli pubblici”.
Per Anaao Assomed è necessario intervenire con un piano straordinario per il personale sanitario, superando il tetto di spesa per le assunzioni, rendendo strutturale il percorso di ingresso dei giovani medici, garantendo retribuzioni più competitive, maggiore sicurezza negli ospedali e strumenti concreti di welfare. “Difendere il servizio sanitario pubblico significa prima di tutto investire sulle persone che lo fanno funzionare ogni giorno” – conclude il segretario di Anaao Assomed Marche.


